La Storia del Popolo dei Lucchetti

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Tempio Pausania, il video servizio sulla giornata del Popolo dei Lucchetti. La giornata al Paolo Dettori dice una cosa: l’ospedale di Tempio non si tocca.

Tempio Pausania, 19 ottobre 2014-

Si erano dati appuntamento in tantissimi, diverse centinaia di persone, motivate, come forse mai in città si è era visto. Unione di popolo,senza bandiere e appartenenze, senza altri motivi se non quelli di un diritto che sta per esserci negato, quello alla salute. Amministratori del territorio coesi, gli organizzatori che sono stati eccezionali a diffondere questa motivata preoccupazione tra la gente, un passaparola tra cittadini, giovani della scuola e anziani della città. Un popolo unito, finalmente.

Ecco il resoconto della giornata con immagini ed interviste. Una sola cosa che chiediamo atutti, non molliamo! Questa di giovedì 16 ottobre è solo l’inizio di una lotta che non si fermerà certamente con questa iniziativa. Questo portale è a disposizione per diffondere e amplificare il più possibile le iniziative che verranno, ad iniziare dalla prossima “discesa” a Cagliari con una folta e qualificata delegazione che contribuirà, speriamo, a dissuadere la politica da questo disegno “criminoso”. La Sanità,con le sue eccellenze sanitarie, in Alta Gallura fa capo al Paolo Dettori. Ad esso afferiscono utenti di altre zone del Nord Sardegna. Un bacino d’utenza piccolo, rispetto ad altri, ma che rappresenta un importante nodo strategico di un territorio già declassato da strade indegne e da altri servizi fondamentali che sono lontani dalla Gallura. 

Diffondete questo servizio e fatelo ascoltare a chi ancora non ha capito cosa può succedere. Grazie di cuore a Marco Pampiro, un amico, un uomo professionale nel suo lavoro quanto sensibile alle ingiustizie. Grazie al Popolo dei Lucchetti, a Nicola, Mario, Sandro. Sono nomi ma dietro ci stanno persone che stanno portando avanti questa giusta rivendicazione, sino alla auspicata sua conclusione positiva. Grazie Marisa, Gian Martino che vi siete portati il peso politico di questa istanza, che state facendo questo per un’ingiustizia sociale gravissima. Grazie agli altri amministratori presenti, all’associazione bianco-celeste di La Maddalena, a Professor Milani e al Signor Torta che ha urlato il suo disappuinto per quanto sta accadendo a Tempio e per quanto già subito dall’ospedale di quella città. Grazie a tutti i cittadini che hanno letto gli articoli di questo sito, su questo tema, e che hanno aderito all’invito dai social network e che hanno condiviso questo evento. Quelle firme, apposte da tutti i presenti su quella bandiera simbolo di questa lotta, non devono restare casuali. Ognuna di esse rappresenta la nostra rabbia, il nostro dolore e la nostra tenacia a continuare questa battaglia.

Antonio Masoni

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Tempio Pausania, comunicato stampa del Popolo dei Lucchetti. Gli esuberati della Meridiana a Tempio il 4 novembre per solidarietà nei confronti dei tagli al nostro ospedale.

Tempio Pausania, 30 ottobre 2014-

A seguito della nostra visita ad Olbia per portare la solidarietà del Popolo dei Lucchetti ai lavoratori che lottano per il posto del lavoro in Meridiana, abbiamo riscontrato con gli stessi una comunione di intenti e di vedute riguardo la drammatica situazione economica e di conseguenza occupazionale qui in Sardegna. In quel breve e molto toccante incontro  si è manifestata in tutti i presenti la volontà di promuovere un  fronte comune tra le diverse vertenze che, in tutta la Sardegna, vedono migliaia di persone vivere condizioni di disagio, anche estremo, per l’avvenuta o imminente perdita  del posto di lavoro.

Facendo seguito a questo primo incontro, i lavoratori della Meridiana, hanno espresso il desiderio di venire qui a Tempio P. per portare la loro testimonianza per nostra battaglia in difesa dell’Ospedale Paolo Dettori e dei servizi che sono indispensabili per tutta la comunità che vive in questo territorio, con il conseguente  mantenimento di tanti posti di lavoro che questa parte della Gallura non può assolutamente perdere!

Il giorno 04/11/2014 una nutrita delegazione dei dipendenti della Meridiana, sarà con noi nel presidio di raccolta firme che terremo sempre davanti all’ingresso dell’ Ospedale Civile Paolo Dettori qui  a Tempio. Sarà questo, un momento estremamente importante per dimostrare nel modo più incisivo che un territorio al di la delle distanze  e dei piccoli e sterili “campanili”, può fare fronte comune per gridare ancora più forte il diritto alla dignità del lavoro e dei servizi fondamentali alle persone!

Estendiamo l’invito  a tutti coloro che, con la presenza, vorranno sostenere le nostre lotte e esprimere la loro solidarietà, tramite i colleghi, agli amici Andrea e Alessandro che da alcune settimane vivono sospesi in un traliccio a 38 metri da terra presso l’Aeroporto Costa Smeralda di Olbia.

                                                                                                       Il Popolo dei Lucchetti

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Tempio Pausania, Il Popolo dei Lucchetti, Meridiana e il “Popolo dei Trucchetti”. Giornata importante al Paolo Dettori con la presenza di una delegazione di esuberati della compagnia aerea sarda.

Tempio Pausania, 4 novembre 2014-

Sono venuti in tanti, una quarantina circa. Sono  gli esuberati della Meridiana. Inconfondibili nelle loro magliette rosse, a solidarizzare con i cittadini della Gallura che stanno portando avanti una battaglia per non privare il territorio di una realtà importante, vitale, essenziale per la comunitò, l’ospedale Paolo Dettori.

Una forma di sensibile partecipazione alla lotta che in questi giorni sta assumendo sempre più l’aspetto del dramma. Passano i giorni e ancora non si sa di quale morte moriremo entrambi. Noi e loro, accomunati da sfortune diverse ma che fanno il paio con tutte le altre vicissitudini negative di questo particolare e tremendo periodo storico. Nessun clamore, nessun discorso, nessuna protesta. Solo fratellanza e solidarietà come conviene ad un popolo civile e che sta conoscendo, da angolazioni differenti, il dramma sociale che imperversa, dilaga ogni giorno senza un freno né una soluzione.

La politica che non da risposte è come quel presentatore di quiz che non da al concorrente la risposta esatta e quindi non fa conoscere quale sia la sorte che lo aspetta.

Il Popolo dei Lucchetti (così chiamato per la singolare espressione democratica di dissenso che ha visto alcuni amministratori incatenarsi assieme e affidare simbolicamente le chiavi alla politica), legati da un destino che mieterà parecchie vittime, che determinerà la perdita del Diritto alla Salute dei cittadini dell’alta Gallura, uniti agli esuberati della Meridiana, nettamente contrapposti al “Popolo dei Trucchetti”, quella sporca politica del malaffare che sta governando da sempre la nostra vita, senza alcuno scrupolo, senza programmazione sul territorio, come un generale che fa la guerra coi soldatini e sulle carte o come il giocatore di carte che mischia il mazzo e poi bara.

Uniti ai minatori di Lula, gli esuberati di Meridiana hanno ricevuto ieri un altro attestato di fraterna solidarietà, semmai occorresse sapere che nel momento del bisogno ci si scordano rivalità, campanili e opportunismi. Una sorta di vertenza Sardegna che nasce dalla gente, da quella che lavora e che forse non potrà più farlo, da quella Sardegna che da il meglio di se quando la disperazione bussa alle porte. Tardi? Forse si. E’ nei momenti di quiete apparente che bisogna sorvegliare il popolo dei trucchetti, quello che non si toglie un privilegio e nega i diritti a tutti gli altri. In quei momenti in cui si sta bene occorre attenzione maggiore, non permettere nulla a chi si è permesso di giocare con il nostro lavoro, coi nostri diritti, persino con la nostra vita. Ecco i risultati di questa “distrazione”. 1634 esuberi nella compagnia aerea e un ospedale che sta per essere ridotto a meno di un P.S.

Ecco le immagini di questa giornata al Paolo Dettori. Pochi minuti ma un’intervista a Maurizio, uno dei 1634 di Meridiana. Un “NON SARDO” che dimostra con le sue parole quanto ami la Sardegna e quanto sia palese il disegno strategico che da troppo tempo, come un cancro, mira a distruggere la nostra terra, col benestare del Popolo dei Trucchetti, sempre più ammansito da quella politica nazionale che si inebria di consensi e ci umilia nei nostri diritti.

Tempio Pausania, Il Popolo dei Lucchetti e l’iniziativa della riunione svoltasi stasera con la Commissione Sanità. Idee, proposte e tanta voglia di rimboccarsi le maniche e lottare.

Tempio Pausania, 8 nov. 2014-

Aveva uno scopo informativo e doveva illustrare l’attività proficua e ben documentata della Commissione alla Sanità del Comune di Tempio. L’incontro, svolto al Palazzo Pes Villamarina e voluto dal Popolo dei Lucchetti, la spontanea associazione di amministratori e cittadini comuni, che sta portando avanti tra le altre istanze anche una raccolta firma (giunta l’adesione di oltre 7.000 cittadini!), era incentrato sull’attività della Commissione Sanità. Il Presidente della predetta Commissione, Marcello Doneddu, preparato e abile consigliere di maggioranza, ne ha delineato i tre anni di lavoro, le difficoltà avute e ha informato tutti su quanto sta accadendo attualmente con questa Giunta Pigliaru che brancola nel buio, oscillando tra accorpamenti, tagli e obblighi di risposta alla spending review che impone il Governo Centrale. Dappertutto sta avvenendo e parecchi ospedali, che siano con problemi di numeri e di attività svolta o che siano, come quello di Tempio, con un’importanza vitale per un vasto territorio, poco conta.

Un manualetto divulgato ai presenti, informativo dei lavori della Commissione con le linee principali, sia storiche che attuali e future, spiega chiaramente della bufera che sta avvenendo e che purtroppo toccherà non solo il nostro ospedale. Gli atti del governo regionale precedente che ha di suo declassato già dal 2010 il nostro ospedale dopo che la precedente Giunta Soru ne aveva determinato l’assoluta sussistenza con l’assessore Dirindin.

opuscolo riunione comm. Sanità

Il nostro video racconta degli interventi principali a cominciare da quello introduttivo e esplicativo di Marcello Doneddu. Manuale alla mano ha illustrato a chiare lettere cosa successe anni fa e come lo scippo fu perpetrato senza che il territorio ne fosse informato, senza che alcuna notizia fosse mai trapelata. Ora le cose si conoscono, ora si è decriptato il disegno strategico che condurrà l’ospedale Paolo Dettori alla quiasi certa morte. Ascoltare il video chiarisce molto più di queste parole scritte.

In aggiunta possiamo dire che erano assenti Sindaco e Vice Sindaco ed alcuni altri ospiti attesi non sono potuti venire.

Aurelio Torta di La Maddalena, di cui ascolterete l’intervento, dell’associazione bianco.celeste, la sola  realtà che continua la lotta per non svendere anche l’ultima unità presente nel nosocomio maddalenino, ha tracciato quanto successo al Paolo Merlo di La Maddalena, declassato e diventato una propaggine di Olbia. La politica fa danni smisurati senza tener conto di quali e di dove i danni vengono fatti. Un’isola nell’isola penalizzata anche nella Sanità, non bastassero i trasporti e il caos generato dal mancato G8. 

Ogni membro della Commissione ha fatto un intervento dove si evince un lavoro di concerto, senza colore di bandiera ma sempre nell’interesse della sanità a Tempio. Ascolterete e vedrete tutti gli interventi dei suddetti consiglieri della Commissione.

Gli interventi del pubblico presente

Katy Garofalo, presidente della Consulta del volontariato”occorre una coscienza civica e una lotta unitaria con il coinvolgimento di tutti, con ferma volontà” Sandro Grussu, medico ospedaliero: “Basta con questi atti di pirateria. Lotta senza quartiere, ricorrere alla giustizia, capacità di ribellarsi seguendo i termini di legge. Recarsi a Cagliari e far valere le nostre istanze” Marianna Bulciolu, avvocato: ” il problema è non perdere il nostro ospedale e non la ASL. Poco conta quale essa sia, Sassari o Olbia. Conta esclusivamente difendere ciò che abbiamo ed i servizi erogati dal nostro ospedale” Giorgio Chiarelli, medico: “basta delegare la politica a rappresentare i nostri interessi. Fallimento su tutti i fronti. La palla la devono giocare i cittadini” Maria Luisa Sari, consulta del volontariato:”essere presenti agli incontri con un notaio. Quando si mette nero su bianco allora ci si confronta con la politica. Basta tirar fuori il pretesto dell’Unione della Gallura quando esistono queste disparità e questo indirizzo monotematico di sviluppo” Pasquale Lamanda, consigliere comunale:” la Commissione ha agito con profitto ma è stata latente nella comunicazione di questo incontro di cui si ha avuto conoscenza attraverso facebook e il sito galluranews” Mariolina Muntoni, consulta del volontariato: “finalmente una riunione nella quale abbiamo potuto sapere e conoscere tutto su quanto sta succedendo. Coagulare queste idee e le tante proposte ascoltate sarebbe auspicabile e fattibile” Paolo Sanna, Comitato Civico Essere Cittadini:”perché il Sindaco non è presente? La Giunta appoggia o no la vostra azione? In qualsiasi caso il problema è la sopravvivenza dell’ospedale e dei suoi importanti servizi. La ASL, intesa come apparato è un fattore secondario” Mario Addis, assessore e segretario PD di Tempio:” bisogna lottare per mantenere la ASL perché la Gallura non può prescindere da un discorso di omogeneità del suo territorio” Francesca Pedroni:” L’assenza del Sindaco, del Vice Sindaco è grave e gli assenti hanno sempre torto” Anna Paola Aisoni, consigliere di minoranza:” Un grande lavoro di questa Commissione e una lotta senza bandiere  nell’interesse del territorio per rivendicare i nostri diritti”

Insomma, una riunione molto discussa e propositiva nei suoi esiti finali. La Commissione Sanità, in veste non ufficiale, lontana dall’istituzionalizzazione di questo incontro, ha avuto carta bianca dai presenti. Le carte da giocare ci sono e in Regione nessuno ha ancora deciso nulla. I tempi ancora esistono per provare a mantenerci il nostro ospedale. Ecco il video della riunione che si è protratta per quasi 3 ore. Vista la lunghezza, le immagini illustrano una mezzora scarsa dell’incontro. Buona visione e una raccomandazione: Giù le mani dal nostro ospedale! Non molliamo nulla e non ascoltiamo più promesse senza firma di questa politica farraginosa, inconcludente e faziosa.

Antonio Masoni

Tempio Pausania, domani alle ore 19,00 presso l’Uff. Turistico di piazza Mercato, la riunione del Popolo dei Lucchetti. «Faremo il punto della situazione e stabiliremo insieme la strada da intraprendere»

Tempio Pausania, 10 dic. 2014-

Il Popolo dei Lucchetti si riunirà giovedì 11 alle ore 19,00 presso l’ Ex Me per fare il punto della situazione e valutare le nuove azioni da intraprendere. E’ passato del tempo dall’ultima volta che si sono avute notizie della sorte del nostro ospedale. Poco si sa, poco si sente e monta, a buona ragione, la preoccupazione che tutto sia stato già deciso.

Scrive Mario Satta, uno dei rappresentanti dell’organizzazione spontanea di cittadini che sta ancora raccogliendo le firme per evitare che ci venga scippato il Paolo Dettori:

«La Regione fa ancora orecchie da mercante, ma non disperiamo! Tutto è nelle loro mani, o ascoltano una popolazione o scenderemo in piazza con azioni forti, a loro la scelta! L’unica certezza è che non potranno privarci impunemente del nostro Ospedale! La grande civiltà della gente del nostro territorio ci impone di ricercare ad ogni costo una forma di dialogo ma occorre essere in due per farlo, noi ci siamo,« le istituzioni meno. Dopo il dialogo non ci rimane altro che la lotta dura!»

Un altro comunicato del Popolo dei Lucchetti informa che:

Preghiamo tutti coloro che hanno moduli firmati di recapitarli in assemblea domani alle ore 19,00 presso l’Ex Me oppure presso ABBIGLIAMENTO LINA, via Piave 10, oppure presso Olimpo Video Music di Loris Garattoni sotto il viale della Fonte Nuova a Tempio Pausania. Coloro che saranno impossibilitati a raggiungerci nei siti indicati, possono contattarci in privato per un eventuale nostro passaggio per il ritiro.

Domani dunque si attende che l’assemblea determini qualche istanza comune da perseguire per evitare il peggio. Dobbiamo essere di sostegno quanto possibile a questa ennesima iniziative che ricordiamo interessa tutti i cittadini di questa città e un intero territorio che ha sempre contato nel nostro ospedale.

Tempio Pausania, il Popolo dei Lucchetti incontra la popolazione. Ieri giovedì 11, fissati alcuni punti e informata la popolazione sulla raccolta firme.

Tempio Pausania, 12 dic. 2014-

Lunedì mattina, 15 dicembre, una delegazione del Popolo dei Lucchetti, l’associazione apartitica di cittadini che spontaneamente ha deciso di contrapporre una linea dura alla decisione di ridurre il nostro ospedale a poco più di una Casa della Salute, così come previsto da una folle legge che risponde alla spending review persino sulla nostra salute, incontrerà a Nuoro l’assessore alla Sanita della Regione Sarda Arru. Un passo importante che è frutto di un martellamento dell’assessore Luciano e di altri esponenti di questa nobile associazione di cittadini. Vero è che, come sostiene Doneddu, presidente della commissione Sanità al Comune di Tempio, “non è più tempo di politica, non interessa a nessuno di quante saranno le ASL, dopo che gli scienziati del palazzo avranno partorito la legge taglia Salute” ma è altrettanto vero che “bisogna chiedere che nulla ci venga toccato, deroga o meno sul Paolo Dettori, e che anzi si punti a chiedere rianimazione, cardiologia h. 24”.

tavolo uff turistico

Il peso specifico di quasi 10.000 firme di cittadini dell’alta Gallura è qualcosa che potrebbe indurre ad una virata da quella che appare una “strambata” di troppo, un aver giocato sulla pelle di cittadini declassati nella propria dignità e nei diritti inviolabili, com’è quello alla Salute.

Sandro Grussu, Nicola Luciano, lo stesso Doneddu, e tutti i presenti stanno lottando, con dati alla mano, anche per quei cittadini tempiesi che sembra non abbiano interesse alla vicenda ospedale . Molti sostengono che tanto tutto è stato deciso;  diranno la stessa cosa quando un infarto, come dice Grussu, li colpirà nel pomeriggio, dopo le 14,00, ore in cui non troveranno nessuno all’ospedale che potrà curarli?

Non va biasimato chi si astiene da una espressione di lotta ma certo costoro saranno i primi che si lamenteranno dopo che andare ad Olbia, per qualcosa che prima avevamo qui, non lo troveranno proprio edificante, sia per le strade che per il tempo che spesso manca in interventi di estrema urgenza.

L’incontro di lunedì non sarà certo decisivo e altre forme di lotta comune andranno intraprese ma credo che nessun politico e nessun amministratore regionale potrà non pensare al peso di 10.000 cittadini che  quella “virata”, che non ha tenuto conto delle istanze di migliaia di galluresi, non vogliono proprio accettarla.

Marianna Bulciolu, ha evidenziato come la scelta di solidarizzare con gli esuberi Meridiana non sia stata una buona cosa, visto che “solo 96 di quegli oltre 1600 esuberi erano sardi” e che si tratta di cittadini che hanno goduto certamente di trattamenti economici riguardevoli sino a quel punto della loro vita”. La scelta del Popolo dei Lucchetti in quel momento fu dettata da vero spirito di solidarietà che, in qualche modo, ha dato visibilità anche al problema del nostro ospedale. In altre parole, la lotta per il nostro ospedale è diventata la stessa di altri lavoratori devastati da quella che ci si affanna a chiamare “crisi” ma che ha nomi e cognomi dei responsabili. Gli stessi che stanno a decidere per noi, per il nostro destino, per la nostra vita. 

Alcuni ragazzi della scuola presenti hanno voluto esprimere, a parole, la loro amarezza che pregiudica il loro futuro, quello che ancora non è iniziato. Quando per loro comincerà la strada nella vita, essa sarà già lastricata di ostacoli, di buche non rattoppate e di falle in ogni direzione vorranno o potranno intraprendere.

Un video di una decina di minuti che vi proponiamo racconta l’inizio dell’assemblea dibattito di ieri all’Ufficio Turistico. Ascoltate le voci di alcuni esponenti del Popolo dei Lucchetti e dei ragazzi presenti.

Dopo l’incontro di lunedì tra la delegazione tempiese e l’assessore Arru, vi daremo notizia di cosa ne sarà scaturito.

Tempio Pausania, Il Popolo dei Lucchetti propone una linea d’azione per rispondere al piano di revisione sanitario dell’ASL.

Tempio Pausania, Caterina Mundula, battagliera, orgogliosa esponente del Popolo dei Lucchetti all’indomani dell’incontro con l’assessore Arru e i vertici aziendali della Asl.

Tempio Pausania, 2 mar. 2015-

Tempio Pausania, 19 mag. 2015-

Caterina Mundula è suo malgrado personaggio. Vuoi per la sua istintiva e spesso incontrollata veemenza, vuoi per la sua dedizione ad una causa che sente nella pelle come una battaglia da non perdere, se non da vincere.

Il Popolo dei Lucchetti, l’associazione spontanea e libera che nasce all’indomani del piano di riordino sanitario della regione Sardegna, ha avuto un’importanza notevole. Ha svegliato le coscienze dei tempiesi e quella dei paesi viciniori, perplessi, impauriti da ciò che poteva accadere all’ospedale Paolo Dettori, ha fatto raggiungere la considerevole cifra di ben 8.000 firme che hanno voluto dire “Non si Passa!”, l’ospedale non si tocca. Purtroppo tutto sembra già scritto e determinato. Il Paolo Dettori è ormai declassato ad Ospedale di Base e di Comunità dagli sviluppi di un progetto apparso da subito penalizzante, addirittura scellerato che potrebbe catapultare la sanità in alta Gallura al medioevo, con troppe incertezze, troppi dubbi e pochissima fiducia nell’attuale politica. La stessa sta pensando, a suo dire, a migliorare l’efficienza della proposta sanitaria nel territorio ma, vista nel suo insieme, è chiaro che non può essere passata come un miglioramento semmai come una penalizzazione che investe la città e tutti i comuni che al suo ospedale afferiscono.

L’alta Gallura vive situazioni di degrado nella viabilità, nella comunicazione tra centri pilota (Tempio e Olbia) della ex provincia Gallura e non può accettare un piano sanitario di siffatta specie che non tiene conto delle tante specificità geografiche, a suo discapito ed a vantaggio di Olbia e del suo hinterland che certamente potranno godere di servizi maggiori e potenziati. I problemi saranno tangibili anche nei piccoli comuni che di colpo vedranno sparire la figura storica del medico di base con le difficoltà implicite che ne deriveranno.

L’incontro di ieri 18 maggio è stato voluto ed organizzato dalla lista Tempio Libera e Democratica e dal suo candidato sindaco, Antonio Balata.

All’inizio del dibattito, la premessa dell’assessore Arru ha suscitato la rabbia di alcuni e soprattutto quella di Caterina che è esplosa in un intervento teso a rivendicare la sua appartenenza al Popolo dei Lucchetti che l’assessore ha ritenuto, così almeno è parso, un momento sbagliato che certamente gli ha provocato fastidio durante la sua venuta al Paolo Dettori dello scorso anno.

L’ho voluta intervistare per sentire le sue reazioni a freddo, dopo la sua sfuriata del giorno prima. Ecco la breve intervista a Caterina Mundula:

Tempio Pausania, Giovedì 18 giugno, Il Popolo dei Lucchetti organizza un incontro pubblico coi sindaci del territorio. In discussione il futuro del Paolo Dettori

Tempio Pausania, 15 giu. 2015-

Il Popolo dei Lucchetti sentito il nuovo sindaco BIANCAREDDU e gli ALTRI sindaci del territorio tra i quali i due che hanno sempre lottato in difesa del PAOLO DETTORI. LODDO E CAREDDU, sta organizzando un incontro pubblico all’ ex Me (Ufficio Turistico) giovedi alle 18,30 sul tema della Sanità.

All’ordine del giorno :

– Reparto Otorino:

– Centro Trasfusionale;

– Valutazione di una nascita di un nuovo distretto sanitario che comprenda alta GALLURA e parte del ANGLONA per uscire dall’ormai evidente piano di smantellamento da parte della ASL olbiese ai danni del nostro ospedale.

L’ incontro è aperto a tutti i cittadini che abbiano a cuore le sorti del nostro ospedale. 

Passato il periodo delle favole elettorali è giunto il momento di unirci per decidere assieme se e come si vuole difendere il nostro diritto alla sanità pubblica, perchè se perdiamo l’ ospedale, poi gli altri servizi seguiranno a ruota con una desertificazione del territorio che porterà alla nostra fine.

Per questo vi aspettiamo numerosi e agguerriti , ne va del nostro futuro e di quello dei nostri figli”

Tempio Pausania, le cose sono decise, il Paolo Dettori diventerà Stabilimento di Base e Ospedale di Comunità. Gli scenari futuri del piano regionale sanitario in Alta Gallura.

Tempio Pausania, 27 mar. 2015-

Per il momento leggete questi dati e valutateli. Nei prossimi giorni contiamo di fornire la mappa dettagliata della nuova distribuzione dei pani e dei pesci, che generosamente ci stanno per far regalare.

Non si conosce ancora quanti sindaci della Gallura presenzieranno alla riunione di domani sabato col Commissario ASL Paolo Tecleme. Per certo si conoscono le defezioni di alcuni di essi, come il sindaco di Calangianus, Loddo, da sempre strenuo oppositore di questa riorganizzazione che definire scellerata è un regalo che viene fatto alla Regione. Abbiamo spiegato, nei giorni scorsi, che le decisioni erano nell’aria e che erano in risposta ad un piano nazionale di riduzione e tagli nella Sanità. Le lotte, le proteste di cittadini e amministratori avevano fatto illudere che, almeno per il Paolo Dettori, si potesse avere una deroga o una soluzione differente. Nulla di tutto chiesto. La mannaia doveva abbattersi su qualcosa e questo è avvenuto, in barba a promesse di assessori regionali, in barba alle firme raccolte, alle proteste della popolazione di tutta l’alta Gallura attraverso il Popolo dei Lucchetti, delle forze sindacali e di un’intera comunità che mai si era trovata cosi unita e determinata.

Un pò come per il prezzo della benzina. Fateci caso: lo abbassano parecchio mentre aumentano altre cose. Dopo qualche mese, quando le acque sembrano tranquille,. ecco arriva l’aumento “sempre necessario” di questo Stato che pensa solo a prosciugare le ultime risorse insieme anche alle nostre speranze.

La Sanità non si doveva toccare e allora promesse, le speranze che crescono e poi, alla resa dei conti, ridimensionamento doveva essere e quello sarà.

L’ospedale Paolo Dettori diventerà stabilimento di base o ospedale di base con la privazione certa di alcune specificità e sarà, anche ospedale di comunità, struttura collegata alla RSA che sorge nel rione Mantelli. Gli ospedali di comunità sono di integrazione alle attività di erogazione dell’attività sanitaria. Negli ospedali di Comunitò si possono avere al massimo 15-20 posti letto a gestione infermieristica con assistenza medica di medici di Medicina Generale, Pediatri , e altri medici convenzionati col SSR.

L’ospedale di Tempio, in considerazione delle sue dimensioni e della posizione geografica di natura montana, sarà Ospedale di Base (grazie Arru!) dove si potranno dare risposte  coerenti con le tipologie dei bisogni prevalenti nelle aree territoriali dove opera. Questo significa che per altre tipologie (quelle non prevalenti insomma) si deve far riferimento al DEA di I° livello che, naturalmente, sarà a Olbia. Tempio potrà operare nel campo delle patologie di media e bassa complessità del proprio territorio. Come dire: se avete patologie che richiedono specialità dovrete andare ad Olbia. Anche nell’attività chirurgica le competenze andranno sempre per le medie e basse complessità.

Il danno però non sarà solo questo!

I problemi toccheranno tutti i piccoli comuni (sono 26 in tutta la Gallura) che saranno concentrati nelle cosiddette Case della Salute, secondo questa distribuzione iniziale alla quale, certamente, seguiranno altri paesi non compresi in questo primo elenco :  Luras, Calangianus, Bortigiadas, Aglientu, Santa Teresa, Viddalba. Per ora della sorte che toccherà a questi comuni non è dato sapere. Per certo, si conosce che Santa Teresa aveva chiesto espressamente di averla. Che sia una mancanza voluta???

Arzachena: cui confluiranno i pazienti di Arzachena, Sant’Antonio di Gallura, Palau, Bassacutena (?) con un bacino d’utenza complessivo di 18.500 abitanti;

Badesi: Badesi, Trinità d’Agultu ed Aggius (5.665 abitanti);

Berchidda: Berchidda, Monti, Oschiri e Telti (11.000 abitanti);

Buddusò: Buddusò e Alà dei Sardi (5.850 abitanti);

Budoni: Budoni, San Teodoro, Padru, Loiri – Porto San Paolo (13.700 abitanti);

La Maddalena: La Maddalena (11.500 abitanti);

Olbia: Olbia e Golfo Aranci (60.274 abitanti);

Questa mannaia, come dicevamo prima, si abbatterà su tutti o quasi i cittadini dell’alta Gallura, con la privazione dei servizi che fino a questo momento erano garantiti. La scure violenta si è abbattuta anche sui piccoli paesi che saranno costretti ad arrangiarsi. Alcuni, addirittura, nemmeno sono stati compresi nelle case della salute.

Tempiesi, e tutti gli abitanti di questa porzione di Gallura, è ora di affrontare l’emergenza con le poche soluzioni possibili. Non c’è tempo da perdere, non cerchiamo ora di chi siano le responsabilità o di chi debba risolvere questa problematica fondamentale per tutti noi. Uniti, compatti, arrabbiati, determinati, contro questa ingiustizia che sta mettendo a dura prova la tolleranza di chi non ha più la voglia di perdere anche il Diritto alla Salute. Svegliamoci e lottiamo come prima e più di prima. La soluzione esiste. Facciamo sentire a chi ha deciso dove dovremmo andare a curarci che il Tempo delle Mele è finito. 

Antonio Masoni

Tempio Pausania, la replica di Luigi Arru, assessore alla sanità della RAS all’articolo apparso sul blog.

Tempio Pausania, 21 mag. 2015-

Mi scrive il Dott. Luigi Arru, assessore alla Sanità della RAS nin merito all’articolo apparso su questo blog, a mia firma. Ecco il testo che potete anche rileggere sull’articolo di cui link:

Gentilissimo Signor Masoni
Alcuni amici Tempiesi mi hanno inviato il link del suo sito invitandomi a leggere “ Tempio Pausania, tutta la verità nient’altro che la verità. Paolo Dettori irremediabilmente declassato”.
Chiedo cortesemente di poter replicare, iniziando intanto con una precisazione: citando il popolo dei lucchetti all’inizio del mio intervento non volevo polemizzare con nessuno, ne volevo ridicolizzare il ruolo di un movimento spontaneo che difende un interesse legittimo. Manifestavo esclusivamente il mio sentimento di sorpresa( sentimento, quindi un vissuto personale) per il primo contatto che ebbi durante la visita a Tempio.
Io non affermo “la bontà del riordino del sistema sanitario decantandone futura efficienza…”ma ho semplicemente detto che gli ospedali della Sardegna, Tempio compreso, sono caratterizzati dal fatto che la complessità dei ricoveri è bassa e per di più caratterizzata da tempi di permanenza in ospedale più lunghi della media italiana. Cosa volevo dire? Che il modello organizzativo che abbiamo in funzione in Sardegna, non è armonico, e persone che richiedono assistenza specialistica in ambulatorio o in Day Hospital da Noi in Sardegna vengono ricoverati perché non sono state predisposte soluzioni alternative “scientificamente valide”.
Mi son permesso di sottolineare un’altra caratteristica degli ospedali sardi, documentata dall’Agenzia Nazionale della Sanità (AGENAS) cioè si vuol fare tutto a tutti con la conseguenza che le casistiche trattate sono caratterizzate da numeri molto bassi con la conseguenza di un aumentato rischi di mortalità. Per essere ancora più pratici ciò significa che se io volessi farmi operare in un ospedale per una patologia grave correrei un rischio di morire più elevato di un mio concittadino che si fa operare in ospedale con una casistica più numerosa. Dedicare la chirurgia all’attività programmata è una conquista non un insuccesso!! Questi sono fatti e non balle!
Cosa hanno fatto in altre Regioni italiane e non in America?. Hanno rinforzato il territorio chiedendo ai medici di famiglia di unirsi in modo da formare aggregazioni di cura, hanno chiesto di lavorare con infermieri, medici specialisti, pediatri e medici di continuità assistenziale in organizzazioni chiamate case della salute. Tale soluzione organizzativa richiede spazi adeguati, attrezzatura idonee, lavoro in team multidisciplinare. La Casa della salute dovrà essere la risposta visibile pratica del territorio, e dovrà essere integrata pienamente nel percorso assistenziale. La scelta della casa della Salute nasce anche da una caratteristica della nostra Regione, comune a molti paesi occidentali, cioè il progressivo aumento della popolazione anziana, che richiede un modello di assistenza che dia risposta alla cronicità e all’associazione di più patologie in una stessa persona, risposta che non può essere l’ospedale che nasce per dare risposta alle patologie acute. Per dare risposte alle patologie acute ci vuole un nuovo sistema di gestione dell’emergenza urgenza, con personale medico ed infermieristico che lavori con alta competenza, che stabilizzi l’urgenza e decida in quale ospedale potrà dare una risposta rapida ed efficiente. Per far questo la Regione Sardegna sta per ripetere quel che fatto la Regione Toscana, che ha ri-formato e addestrato e certificato tutti gli operatori dell’emergenza in collaborazione con la Scuola di Medicina di Harvard. Ripeto il termine certificato, a significare che si vorrebbe superare una malattia che è quella di dichiarare, autodichiarare, eccellenze a destra e a manca.

“Paolo Dettori irremidiabilmente declassato”?
Chi si interessa di sanità, sa che per legge sin dal 1968 gli ospedali italiani sono classificati in base alle dimensioni della popolazione e agli ambiti che dovrà servire, e il numero di abitanti determinerà i servizi che devono essere predisposti. Il Patto della Salute, patto tra lo Stato e le Regioni, ha stabilito le tipologie degli ospedali, e non Luigi Arru, né la Regione Sardegna. Luigi Arru e la regione Sardegna cercheranno di adattare le norme alle caratteristiche della nostra isola per evitare che un solo cittadino sardo non abbia un servizio e una risposta adeguata. Il numero dei posti letto quindi del ‘Ospedale di Tempio è legato alle dimensioni della zona di riferimento, ma in ogni caso dovrà essere visto all’interno di una rete di ospedali della Sardegna.
Infine non mi sembra di avere promesso una Cardiologia H24 per il semplice fatto che a dicembre 2014 non conoscevo il progetto della rete ospedaliera in Sardegna, e che ero ampiamente consapevole che abbiamo enormi difficoltà a trovare specialisti in cardiologia, mentre l’oculistica potrà rientrare tra le attività che potranno essere fatte in attività di DH programmate, una volta che risolveremo il problema della mancanza di specialisti oculisti in Sardegna.
Gli interventi dei cittadini tempiesi , mi hanno confermato più come medico ospedaliero, che come assessore che la nostra sanità ha bisogno di una profonda riorganizzazione per garantire il diritto alla salute in maniera uniforme, dando la possibilità di essere assistiti in centri che abbiamo specializzazioni e casistiche secondo standard certificati da una terza parte.
Resto a disposizione per un dialogo serrato e sono disposto a ritornare a Tempio per dialogare spiegare meglio i progetti della Giunta, pronto anche a cambiare idea se si hanno argomentazioni valide.
Cordiali saluti
Luigi Arru

Ringrazio l’assessore Arru che ha chiamato al mio telefono per voler precisare alcune cose che ha letto e che ha anche sentito durante l’incontro col pubblico di qualche giorno fa. Come certo l’assessore conosce, i tempiesi parlano col cuore e con i bisogni e sapere che determinati servizi verranno chiusi, altri notevolmente ridimensionati, considerate tutte le specifiche necessità di un momento storico gravissimo, di un’economia che non esiste quasi più, di gravissime responsabilità della classe politica che lo ha preceduto  nel disegno di legge volto a riordinare la sanità, tenuto conto che tutto è avvenuto attraverso decreti di spending review e da buchi nei bilanci della sanità sarda e non Leggi (l’ultima risale al 2007 della Dirindin e qualificava il nostro ospedale come DEA di 1° livello), considerato anche che il suo governo Pigliaru non ha pensato ad aggiustare una legge che ci vede, in deroga, comune disagiato da viabilità e quindi non soggetto a rispondere in modo drastico alla Legge Balduzzi, credo che la dialettica politica sia d’uopo ma sia altresì doveroso opporsi ad un piano che vede il nostro ospedale penalizzato  a vantaggio di quelli di Olbia. E questo, aldilà di ogni disdicevole campanilismo, è inaccettabile per la città e per i suoi 25.000/27.000 abitanti che al nostro ospedale fanno roferimento.

Antonio Masoni

Tempio Pausania, decretata la morte del Paolo Dettori. La R.A.S. ha deciso. stabilimento di base e ospedale di comunità.

Tempio Pausania, 29 lug. 2015-

Il Paolo Dettori, l’ospedale dell’alta Gallura, è stato ridimensionato, com’era scritto, deciso e voluto da questa politica del taglio obbligato. A sfrondare i rami siamo capaci tutti ma se un contadino esperto dice che la potatura va fatta con cautela, pena la morte della pianta, occorre agire con prudenza, non con la scure o la motosega, semmai con una forbice. Mamma Regione non è un contadino esperto, è un rude taglialegna dalla muscolatura possente. Non recide, uccide direttamente, specie quando le piante da abbattere non rientrano nel suo appezzamento e sono solo arbusti marginali di una piccola fetta di popolazione stupida ed inerme.

Bravo Arru e Bravissimo Tecleme! Siete stati puntuali e precisi nel confondere le acque e agire nel nome di questa terra che fra poco si svenderà anche la dignità, sempre che non l’abbia già fatto. Se scrivessi con la pancia, riempirei di insulti ognuno di voi. Dispongo di una testa che ragiona e che sa che il problema non siete voi. Il Problema è lassù, in alto, e ve lo dicono  le persone che da tempo osano e  scrivono quale sia la radice di tutti i mali, oltre il populismo, le appartenenze e la strumentale censura a cui il Sistema sottopone attraverso opportune “distrazioni di massa”.

La dinamica moderna dell’evoluzione del cetriolo…bla…bla…bla...questo avete detto in riunioni inutili, dove avete convinto quelli con l’anellino al naso. Aria fritta, questa si la sapete vendere. Ho voce libera e mi posso permettere di dire che la vostra astuzia è stata pari solo alla incapacità di non accettare quello che un governo centrale impartisce. Di questo passo, sempre che non ve ne siate accorti, venderemo anche le nostre spiagge, l’acqua, l’aria, tutto ciò che la natura ci ha donato in ragione di questo gretto merchandising sulla pelle e sulla salute dei sardi. Ops! Già successo!!

Certo, non è vostra volontà! Allora che siete entrati a fare in politica? Ad assecondare la politica nazionale o ad occupare una generosa poltrona ben remunerata? Che cosa dovete fare? Gli interessi dei sardi tutti o quelli di una sola parte di essi? Oppure avete la lavagnetta con le nicchie per i sardi di prima fascia e quelli della zona retrocessione?

Conosco cosa sia una legge e come spesso non risponda a criteri di giustizia, ma venire a sapere che l’unica missione che siete stati chiamati ad espletare sia stata solo quella di potare piante floride, no, non mi va! E che importa se non va a me? Signori politici, io rappresento me stesso e questa comunità, quella che non mi ha dato deleghe di nessun genere ma che è la mia comunità, la stessa nella quale vivo e lavoro. La stessa che domani si sveglierà con un urgenza e dovrà farsi le valigie per andare fuori.

All’attenzione dei galluresi dell’alta Gallura. Questi sono i punti salienti del depauperamento del Paolo Dettori, diventato  ufficialmente Stabilimento di Base e Ospedale di Comunità

Scompaiono a) Ginecologia b) Otorino c) Anestesia d) Chirurgia e) Centro Trasfusionale f) Pronto Soccorso (uno stabilimento di base contiene un P.S. gestito dal 118)

Restano: una piccola day surgery, 20 posti letto in medicina, radiologia, emoteca, centro prelievi !

Un documento annunciato da tempo che nella riunione di fine giugno all’ufficio turistico di Tempio ha avuto dei fieri oppositori nei sindaci del territorio, nessuno escluso. Tutti erano pronti a produrre un documento di cui poi non si ha traccia.

Francamente, ci si attendeva una posizione più decisa del nostro sindaco che, alla vigilia dell’elezioni comunali, espresse la sua ferma opposizione a qualsiasi ridimensionamento del Paolo Dettori. Senza “se” e senza “ma”, diceva. Invece? Tutto tace! Nessun documento congiunto ha mai percorso la 131 diretto a Cagliari sul tavolo dell’assessore. Il popolo dei lucchetti tace su tutti i fronti, mentre le campane del villaggio stanno suonando a morte. Da 2 mesi è calato un silenzio tombale sulla vicenda. Che fare? Già più volte abbiamo parlato del piano B). Ora si deve agire. Chi deve fare la propria parte la faccia, altrimenti non dica, fra qualche mese,Che schifo… in ospedale a Tempio non mi possono operare!! e poi subito  a lamentarsi sulla piattaforma virtuale dei cuoricini e dei “Che belli che siete!”.

Bisogna orientare il tiro verso una nuova proposta che esiste ed è attuabile prima che inizi lo sfaldamento anche del diritto alla salute che è solo l’ultimo in ordine di tempo delle perle di questa politica nazionale e regionale.A breve seguirà anche la svendita della politica, l’unica cosa inservibile che ancora trova adepti disposti a seguirne il fascino. Che sia convenienza?

La politica nazionale, quella regionale non servono a nulla! Una speranza esiste in quella locale, purché non aspetti che cali dall’alto la soluzione al male. 

Antonio Masoni

Tempio Pausania, Cosa può accadere in seguito al ricorso al TAR. Considerazioni.

Tempio Pausania, 20 ago. 2015-

Alcune considerazioni sul’eventale ricorso al TAR per bocciare la clamorosa decisione di chiudere diversi servizi del nostro ospedale e la declassificazione ad ospedale di base.

Di ricorso al TAR si parlò molto tempo fa. Fu la Commissione Sanità, istituita appositamente nella passata amministrazione Frediani, a tirare in ballo questa soluzione per garantire, o provare a farlo, l’esistenza  del nostro ospedale nel frattempo diventato oggetto di perdita di servizi con conseguente declassificazione da DEA di 1° livello a ospedale di base. La storia ricorda quella riunione presso il palazzo Villamarina-Pes. Affollata e molto sentita da una popolazione che avvertiva i primi campanelli d’allarme di questo futuro scenario, diventato ora tristissima realtà. Il quadro illustrato da quella commissione fu chiaro e illuminante. Da questa riunione si sarebbe dovuti partire.

Il presidente di quella commissione Marcello Doneddu, cui si deve la scoperta delle carte che truccavano la riforma ora deliberata dalla giunta regionale, cui si deve anche un lavoro incredibile di mesi insieme agli altri membri di quella commissione, disse, a chiare lettere, che il ricorso al TAR era la prima cosa da fare. 

marcello doneddu foto piccola sito
marcello doneddu foto piccola sito Marcello Doneddu

Sono passati mesi, si sono alternate riunioni su riunioni, incontri in regione, atti diplomatici inutili, promesse pre elettorali di assessori venuti a perorare la causa del partito continuando a mentire su tutto, ASL che continua a diffondere parole di serenità e di unità della Gallura su una popolazione che non crede più a nessuno. Si ricorda anche l’incontro a Nuoro di una delegazione del popolo dei lucchetti e di alcuni studenti. In quella circostanza, le speranze addirittura si erano decuplicate visto che l’assessore Luciano ne uscì fuori entusiasta con la promessa (sempre verbale) che Tempio restava DEA di primo livello e avrebbe avuto l’H 24 in cardiologia e anche l’Oculistica (sig…)!

Marcello Doneddu, forse perché più a conoscenza di chiunque altro sulle vicende storiche di questa legge, ha continuato a parlare di ricorso al TAR, tanto era certo, come si è avverato, che il Dettori stava contando i mesi prima della sua morte.

E siamo giunti all’attuale. 

La giunta Biancareddu sta pensando al ricorso (io non capisco cosa ci sia da pensare ancora) al TAR. Lo stesso sindaco attuale ha proferito parole di “no” perenetorio al riordino. Con luii gli altri sindaci del distretto.

Non conosco come sia strutturato e non entro in merito non avendo basi giuridiche, però esistono buone possibilità di vincere questo ricorso.

Parlandone proprio con Doneddu, qualche giorno fa, lui mi diceva che l’unica Legge esistente in materia Sanitaria è quella del 2007 della giunta Soru con assessore Nerina Dirindin. Un ricorso, che punti al fatto che questo riordino, frutto di delibera di giunta e non di legge regionale, sovverte una legge esistente, si vince.

Un TAR che invece intravvede nella delibera di questo sciagurato riordino l’equipollenza ad una legge, pur non essendola, rigetta il ricorso ed allora il riordino va in porto con tutte le nefaste conseguenze che ne derverebbero. Extrema Ratio il ricorso al Consiglio di Stato.

Certo che esisterebbero diversi punti su cui basare il ricorso. Intanto la Legge Nazionale, nota come Decreto Balduzzi. concede tantissime deroghe alla Sardegna. Di tutte quelle deroghe previste però, nessuna è stata concessa al Paolo Dettori.

Un comune montano (500 mt di altitudine) è già di per sè deroga: la situazione viaria disastrosa e quindi i collegamenti per raggiungere Olbia di quasi 1 h (il DEA viene concesso se la distanza è superiore ad 1 ora!! Ohhh, qui si parla di 10 minuti in meno). Una popolazione di 40.000 abitanti che afferiscono all’ospedale di Tempio a cui bisogna aggiungere quasi tutta l’anglona (Perfugas, Laerru, Martis, ecc.). Non basta certo per i numeri che, se non ci fossero le deroghe, nessun centro sardo avrebbe per giustificare ciò che invece il riordino (assurdo chiamare rimodulazione una cosa del genere) ha previsto. Le deroghe dunque, queste misteriose e cavillose maniglie su cui far leva e che hanno penalizzato noi e qualche altro ospedale mentre hanno strafavorito altri centri nell’ottica…di….di….me lo spiegheranno i signori politici. Sappiate che gente disposta ad ascoltare non ce n’è più. Qui siamo non arrabbiati, è un eufemismo, siamo ferocemente allarmati e non ci arrenderemo a nessuna scelta che non sia quella di mantenere lo “status quo“. Oppure opteremo per altre soluzioni. Certo non di restare in questa ASL, per quanto ancora potrà durare, e di migrare da altre parti. Ora non è la popolazione dell’alta Gallura che viene incontro a voi, ora siete voi che dovete tornare indietro in questa follia che chiamate rimodulazione. Cari poitici, non siete e non sarete mai dei missionari chiamati a salvare la baracca che crolla. Siete solo gli ultimi rami di una follia generale che si chiama Stato (o meglio si chiamava) Italiano che è succube di lobbies finanziarie speculative che stanno divorando tutto con la vostra silenziosa complicità (vedi anche il Mater Olbia, ultima follia di cui presto avvertiremo le criticità)

Un popolo che conosce ciò che sta succecendo è pronto alle contromisure, un popolo ignorante che ancora incantate con le vostre belle parole inutili, è destinato a soccombere.

Antonio Masoni

Tempio Pausania, Era questa la sanità che si voleva? Sta qui la nuova frontiera della medicina moderna?

Tempio Pausania, 9 feb. 2016-

Prendo spunto da un articolo a firma S.P della Nuova Sardegna, condiviso nella pagina del Popolo dei Lucchetti, che testualmente recita:

” Si lavora ammassati. Tra tanti disagi e insicurezza. I posti letto sono pochi, il personale non ha quasi spazio per muoversi e patologie diverse si mischiano tra loro. Con il rischio che un paziente possa trasmettere un’infezione a un altro. Ma c’è pure un altro problema. Al quarto piano del “Paolo Dettori”, dove gli infissi sono ormai vecchissimi, entrano spifferi dalle finestre e non ci sono nemmeno coperte in più. E così, la scorsa settimana, un bambino di 5 anni che doveva essere operato alle adenoidi e che stava benissimo, ha dovuto rinviare l’intervento perché gli è venuta la febbre. Il motivo? La sua famiglia, che ha raccontato il fatto, non ha dubbi: colpa degli spifferi e, quindi, del freddo.

E’ ciò che sta accadendo nel reparto di Otorinolaringoiatria, uno dei più attivi di tutta la Sardegna per numero di interventi, trasferito dallo scorso dicembre dal 6° piano (sua collocazione di sempre) al quarto, dove si trova già la Chirurgia.

Una decisione, quella dell’accorpamento, annunciata da tempo per creare una “piattaforma chirurgica”. Sarebbe per il momento riuscita a rimanere fuori dal “gruppo” Ortopedia, mentre Otorino (che tra l’altro poteva contare, al sesto piano, di un reparto rimesso a nuovo), non sarebbe riuscito a sfuggire al “trasloco forzato”. E così i posti letto di Chirurgia si sono ridotti della metà per ospitare i pazienti di Otorino, tra cui molti bambini. Nessuno, tra i medici e infermieri, dice una parola al riguardo. Ma i parenti dei pazienti hanno monitorato la situazione e l’hanno raccontata. «Non c’è neppure una stanza per gli infettivi – dice il genitore di un bambino ricoverato nei giorni scorsi – e se ci fosse un caso di mononucleosi, tanto per fare un esempio, si rischierebbe il contagio. Ci siamo poi resi conto che, spesso, vengono fissate le sedute operatorie in contemporanea e questo crea difficoltà». E infatti, proprio Otorino, prima operava almeno tre-quattro volte la settimana. Un ritmo che si potrebbe continuare a sostenere, visto l’alto numero di ricoveri e di necessità, se ci fossero più anestesisti.

Ma se l’accorpamento era inevitabile, le famiglie dei ricoverati si chiedono «perché sia stato scelto il quarto piano, dove le stanze (quadruple) sono fatiscenti e non il sesto dove invece sono stati completati i lavori di ristrutturazione».

Questo cambiamento, non ha però stabilito lo spostamento degli ambulatori di Otorino, rimasti al sesto piano. E così quando i pazienti devono essere portati su (se un malato ha una complicanza bisogna per forza salire al sesto piano), non c’è a disposizione neppure un infermiere perché il personale non può lasciare sguarnito il reparto. Senza dimenticare che prendere l’ascensore, spesso diventa un’impresa impossibile. «Otorino è un reparto che funziona molto bene, ci sono competenza e professionalità – racconta la famiglia del bambino che ha rinviato l’intervento alle adenoidi – ma non si possono ospitare i pazienti in queste condizioni e far lavorare gli operatori tra incredibili disagi». (s.p.) Oltre ad indignarmi per questo articolo che evidenzia in maniera reale lo stato attuale di quella che dovrebbe essere la divisione chirurgica del Paolo Dettori, vorrei aggiungere alcune considerazioni.La situazione, illustrata dall’articolista, da l’idea di quale sia stata la decisione, anche questa calata dall’alto, avvenuta senza nemmeno valutare quali potevano essere i disagi di questo pot pourri poco profumato di competenze, dove si sovrappongono patologie distinte e dove il personale è sempre insufficiente a stare appresso a tutto. Si, signori, perché il lavoro non è mai diminuito, così come sostenevano i propungantori di questo scellerato disegno, volto, si diceva, a modernizzare la sanità, su modelli americani, in realtà destinato a depauperare nella sostanza un nosocomio per giustificarne declassamento e potenziale chiusura . Ma quali modelli? Se avevamo la migliore sanità del mondo, la migliore costituzione del mondo, siamo sulla buona strada per perdere tutto. Esiste un modello democratico dove si contempli questo? Se c’è, ditemelo. Unito a quanto pubblicato dalla Nuova Sardegna, c’è anche il disagio che un’altra norma sciagurata sta provocando sui medici di base e di cui riferisco qui . Presi di mira anche loro che, oltre all’evidente problema, senza assoluta responsabilità, verranno a far scontare ai pazienti queste limitazioni, cioè saranno sempre più con le mani legate. In altre parole, cari lettori, se volete curarvi andate dai privati e non rompete le balle al medico di fiducia! Assurdo tutto questo e presto si arriverà al collasso dell’intero comparto pubblico a vantaggio, indovinate di chi? Risposta ovvia e scontata. Un ultimo segnale lo vorrei dare all’assessorato regionale, e ai vertici aziendali galluresi, colpevoli di sottostare senza vergogna al volere piovuto dall’alto ed incapaci di qualsiasi azione dimostrativa di protesta. Il grave torto, che si materializza invece in essi, è stato quello di non aver detto mai la verità, sia sul Paolo Dettori e sia su quanto sta avvenendo nell’intero pianeta sanitario regionale e nazionale. Aver negato che tutto questo diabolico disegno era necessario per una moderna sanità è materia da psichiatri, non da servitori dello stato quali dovrebbero essere i politici.Ancora una volta, la dimostrazione che questa politica non sta col popolo ma se ne allontana in maniera esponenziale sempre di più, rispondendo a dettami di cui io, come cittadino, mi  vergogno ogni giorno di più. L’appartenza ha un senso, la sudditanza è un’umiliazione! 

Antonio Masoni

Tempio Pausania, 8 Marzo: Fiaccolata simbolica contro la chiusura del Punto Nascite e contro il costante depauperamento del Paolo Dettori. La città si muove!

Tempio Pausania, 4 mar. 2016-

Il territorio si mobilita contro i continui, lenti ma inesorabili disagi che si stanno perpetrando a danno della comuità dell’Alta Gallura. E’ notizia di oggi, che l’8 marzo, giornata mondiale dedicata alla Donna, certo non una festa popolare come la moderna errata visione di una tragedia ha voluto modificare, Tempio abbraccerà “simbolicamente” il nostro ospedale.

Una fiaccolata in tarda serata, che partirà dal Teatro del Carmine, dove alle 18.00 il C.I.F., Centro Italiano Femminile, farà uno spettacolo commemorativo. Alle 20,00, finita la serata in teatro, un corteo, con fiaccole e strumenti di illuminazione, si muoverà silenzioso e assordante allo stesso tempo, per protestare contro la chiusura del Punto Nascite. Arrivato in ospedale, il corteo si spezzerà in due tronconi separati che andranno in direzioni opposte, uno verso la zona della Camera Mortuaria e l’altro verso il P.S.per abbracciarsi e riunirsi ancora, dinanzi all’edificio dell’ospedale.

La città si muove dunque e questa di martedì 8 marzo sarà la prima di altre maniìfestazioni per dire NO alla chiusura del Punto Nascite e NO alla diabolica presa in giro nei confronti della città di Tempio e di tutti gli altri comuni che da sempre afferiscono al nosocomio locale.

Il Popolo dei Lucchetti, d’intesa con le organizzazioni sindacali, e provando a coinvolgere tutti i tempiesi e non tempiesi, le amministrazioni civiche del territorio, le scuole, le associazioni di ogni specie, subito dopo sarà promotore di un’altra grossa adunata di popolo per far desistere RAS e ASL da questo proposito, prima che sia messo in atto questo folle piano di privazione dei servizi essenziali che sta riguardando la nostra Gallura, quella che fa capo a Tempio e che comprende una fetta di popolazione di 45.000/50.000 abitanti, da sempre legati alla sanità del Dettori.

Cerchiamo di esserci a questa e a tutte le altre manifestazioni che si organizzeranno, sia che abbiano imprinting della nostra amministrazione civica, come quella del prossimo 8 marzo, sia che riescano a coinvolgere la popolazione attraverso questa o quella sigla. Non conta chi organizza, conta solo che venga fatta qualcosa.

L’Ospedale di Tempio deve essere salvato, costi quel che costi.

Giù le mani dall’ospedale di Tempio!

Tempio Pausania, Dalle donne un solo grido: “Giù le Mani Dall’Ospedale di Tempio”. Partecipazione massiccia, grinta, determinazione. Le Donne Galluresi: Fantastiche!

Tempio Pausania, 8 mar. 2016-

Prima manifestazione contro i tagli all’Ospedale Paolo Dettori. All’uscita dal Teatro del Carmine, dove si è svolta una manifestazione organizzata dal Centro Italiano Femminile (CIF), un corteo con circa 2000 persone ha attraversato Corso Matteotti per dirigersi verso Via Angioy e poi biforcarsi in due enormi tronconi di persone (nel posteggio macchine) che si sono ricongiunte davanti al Pronto Soccorso, ingresso dell’ospedale tempiese. Le Donne, questa prorompente forza della natura! In una giornata simbolo per loro, hanno dato luogo a qualcosa di straordinario.

Cosa dire se non che le Donne Galluresi, hanno dato prova di una meravigliosa dimostrazione di determinazione, tenacia e forza per difendere quel diritto alla Salute che non può essere solo di pochi eletti, baciati da fortune politiche e da accomodanti atti aziendali che ne sanciscono l’arroganza a svantaggio di altri. 

Tempio e le Donne, Tempio e tutti i comuni vicini, Tempio e le associazioni, i sindacati, i dipendenti ospedalieri, la sua gente, ha dato il primo segnale dei tanti che ci si appresta a mettere in atto, vere azioni dimostrative che vedranno coinvolte il 19 marzo prossimo le scuole, le forze sociali, e tutte quei galluresi che non demordono e che vogliono mantenere quello che non è un privilegio ma un sacrosanto diritto.

Commovente, si è alzato il grido di tutti: Giù le Mani dal Paolo Dettori. Ad iniziare dalla gente per finire con le parole convinte, decise e arrabbiate del Sindaco Biancareddu, il quale non ha temuto a fare nomi e cognomi degli artefici di questo sfacelo che si è ancora in tempo a scongiurare. Sissignori, le cose ancora non sono decise. Occorre continuare in questa forma di lotta per far capire che qui non ci sono allevatori di tempo perso e di fannulloni ma di gente incazzata sul serio che non tollererà che gli si pesti i piedi sino a questo punto. Ci hanno sempre raffigurato come apatici e indifferenti. Ebbene, stasera Tempio e l’alta Gallura, hanno detto NO! Ora basta! Si andrà avanti sino a pensare qualsiasi forma di lotta, sino al bivacco in quel di Cagliari. Non ci stiamo più!

In testa? Che si cuociano le cozze e le arselle quelli della ASL o quelli della RAS, coloro che stanno decretando il De Profundis del nostro ospedale. Tempio ha alzato la testa e non l’abbasserà, ne domani, né mai!

Forza allora, il 19 marzo, sabato mattina dalle 11,00 vi aspettiamo tutti in Piazza Gallura per una prova ancora maggiore, per un afflusso superiore di persone.

Ecco il video con le parole finali del Sindaco Biancareddu che hanno scosso le circa 2000 persone le quali, sfidando il freddo, si sono scaldate con una grinta strabiliante, armati di fiaccole ma soprattutto della forza che d’ora in avanti occorrerà per sfidare la regione matrigna e questa Azienda che ha fatto in modo che il Dettori fosse degradato ad un ruolo marginale.

Tempio e tutto il territorio non ve lo consentiranno!

Quel magnifico odore della Piazza!

Antonio Masoni

La Maddalena, “Da oggi piena collaborazione con gli amici tempiesi”, da Antonello Sagheddu, noto giornalista. Sul suo blog Liberissimo.net spazio alla vicenda sanità a Tempio.

Paolo Merlo

La Maddalena, 10 mar. 2016-

Ho ricevuto stamattina una bella telefonata dal giornalista Antonello Sagheddu, maddalenino incazzato come pochi (o tanti, non lo so). Mi ha chiamato per avere qualche foto e poter diffondere anche sul suo blog (link a Liberissimo.net) la nostra battaglia come Alta Gallura contro i tagli all’ospedale civile Paolo Dettori. Sagheddu, che come molti sanno, è sempre stato accanto alla sua comunità, che ha profuso impegno per vari decenni in spazi di stampa prestigiosi, come Corriere della Sera, o come collaborazioni a Striscia la Notizia o Le Iene, è stanco, e dà segnali continui per destare il suo popolo dall’apatia e da quelli che chiama nel suo articolo “Sonni Tranquilli”. Ora legge l’articolo mio su galluranews e invidia il nostro spirito, anch’esso ritrovato dopo anni di assoluta indigenza guerriera di questa città, e chiede una mano per la vicenda Paolo Merlo, ospedale maddalenino anch’esso sottoposto a “femina agabbadora dell’assessorato regionale e di questa azienda sanitaria locale che non ha tenuto conto, manco nel loro caso, del disagio di comune isolano, fregandosene dei suoi abitanti ai quali, come ovvio, non può dare come forma di ricompensa una nuova camera iperbarica e basta. Ecco il suo articolo dove denuncia l’apatia degli abitanti di La Maddalena, incolla il mio articolo e il video con le foto, dopo mia licenza (non ce n’era bisogno amico, comunque grazie!). Un saluto ai maddalenini e se vi serve aiuto, la nostra lotta diventa la vostra lotta. Un fischio e corriamo anche noi da voi.

Antonio Masoni

A Tempio Pausania hanno iniziato la loro battaglia, a La Maddalena dormono sogni tranquilli.

Di Antonello Sagheddu
Innanzitutto ringrazio l’amico Antonio Masoni (Gallura News), che mi ha consentito di utilizzare le sue foto, il filmato e l’articolo a riguardo della manifestazione svoltasi il giorno 8 marzo contro i tagli all’Ospedale Paolo Dettori di Tempio (vedi sotto). Una situazione, questa, che a La Maddalena avviene da molti anni con la complicità di tutti i politici galluresi, nessuno escluso. A La Maddalena tutti i silenzio, compreso l’assessore comunale Massimiliano Guccini (ricopre l’incarico da 10 mesi), che da subito avrebbe dovuto chiamare a raccolta tutta la popolazione. Gente senza cuore anche davanti a tutti i suoi concittadini che ogni giorno si recano in altre strutture ospedaliere per analisi o visite. Assolutamente non crediamo che lui, come altri, possa avere la classica bacchetta magica per risolvere i problemi ma crediamo, come tanti, che un dipendente Asl non possa ricoprire questo incarico. Ci sembra giusto che Guccini passi il testimone e si dedichi a un altro assessorato così non perde neanche lo stipendio.

Insomma, a Tempio Pausania (vedi filmato, copia il link), abbiamo visto gente con le palle (uomini e donne), A La Maddalena continuiamo a subire senza una sola reazione dai politici locali.

Da oggi in poi piena collaborazione con gli amici Tempiesi.

Tempio Pausania, Dalle donne un solo grido: “Giù le Mani Dall’Ospedale di Tempio”. Partecipazione massiccia, grinta, determinazione. Le Donne Galluresi: Fantastiche!

Di Antonio Masoni

Tempio Pausania, 8 mar. 2016-
Partenza dal teatro del Carmine
Prima manifestazione contro i tagli all’Ospedale Paolo Dettori. All’uscita dal Teatro del Carmine, dove si è svolta una manifestazione organizzata dal Centro Italiano Femminile (CIF), un corteo con circa 2000 persone ha attraversato Corso Matteotti per dirigersi verso Via Angioy e poi biforcarsi in due enormi tronconi di persone (nel posteggio macchine) che si sono ricongiunte davanti al Pronto Soccorso, ingresso dell’ospedale tempiese. Le Donne, questa prorompente forza della natura! In una giornata simbolo per loro, hanno dato luogo a qualcosa di straordinario.
Cosa dire se non che le Donne Galluresi, hanno dato prova di una meravigliosa dimostrazione di determinazione, tenacia e forza per difendere quel diritto alla Salute che non può essere solo di pochi eletti, baciati da fortune politiche e da accomodanti atti aziendali che ne sanciscono l’arroganza a svantaggio di altri.
Tempio e le Donne, Tempio e tutti i comuni vicini, Tempio e le associazioni, i sindacati, i dipendenti ospedalieri, la sua gente, ha dato il primo segnale dei tanti che ci si appresta a mettere in atto, vere azioni dimostrative che vedranno coinvolte il 19 marzo prossimo le scuole, le forze sociali, e tutte quei galluresi che non demordono e che vogliono mantenere quello che non è un privilegio ma un sacrosanto diritto.
Giù le mani dall’ospedale di Tempio, lo slogan del Popolo dei Lucchetti
Commovente, si è alzato il grido di tutti: Giù le Mani dal Paolo Dettori. Ad iniziare dalla gente per finire con le parole convinte, decise e arrabbiate del Sindaco Biancareddu, il quale non ha temuto a fare nomi e cognomi degli artefici di questo sfacelo che si è ancora in tempo a scongiurare. Sissignori, le cose ancora non sono decise. Occorre continuare in questa forma di lotta per far capire che qui non ci sono allevatori di tempo perso e di fannulloni ma di gente incazzata sul serio che non tollererà che gli si pesti i piedi sino a questo punto. Ci hanno sempre raffigurato come apatici e indifferenti. Ebbene, stasera Tempio e l’alta Gallura, hanno detto NO! Ora basta! Si andrà avanti sino a pensare qualsiasi forma di lotta, sino al bivacco in quel di Cagliari. Non ci stiamo più!
In testa? Che si cuociano le cozze e le arselle quelli della ASL o quelli della RAS, coloro che stanno decretando il De Profundis del nostro ospedale. Tempio ha alzato la testa e non l’abbasserà, ne domani, né mai!
il folto corte mentre sale verso via Angioy
Forza allora, il 19 marzo, sabato mattina dalle 11,00 vi aspettiamo tutti in Piazza Gallura per una prova ancora maggiore, per un afflusso superiore di persone.
Ecco il video con le parole finali del Sindaco Biancareddu che hanno scosso le circa 2000 persone le quali, sfidando il freddo, si sono scaldate con una grinta strabiliante, armati di fiaccole ma soprattutto della forza che d’ora in avanti occorrerà per sfidare la regione matrigna e questa Azienda che ha fatto in modo che il Dettori fosse degradato ad un ruolo marginale.
Tempio e tutto il territorio non ve lo consentiranno!
Quel magnifico odore della Piazza!

Tempio Pausania, “Salviamo il nostro ospedale”, sabato 19 marzo alle ore 11,00 il secondo corteo a difesa del presidio sanitario. Tutti in piazza!

Tempio Pausania, 14 mar. 2016-

Sabato 19 marzo sarà il giorno della seconda “rumorosa” manifestazione a difesa del Paolo Dettori. Il Popolo dei Lucchetti chiama a raccolta tutti gli abitanti del territorio affinché sia presa coscienza che occorre agire, e farlo anche in fretta. Qualcuno, tra i dubbiosi, in verità chi ha poco a cuore la propria e altrui salute, ancora mette in discussione che tutto questo non serva. Invece, e ne siamo convinti tutti, sicuramente non basterà ma sarà la forza che unisce a dare un senso a questa battaglia che è di tutti, non solo di chi è sceso o scenderà in piazza. Sono previste altre forme di lotta che prevedono anche spedizioni da tutti i comuni a Cagliari, con i sindaci in testa.

” Il Popolo dei lucchetti , vista l’importanza della posta in gioco per il nostro Ospedale, invita calorosamente tutti i concittadini e i cittadini di questo grande territorio che e’ l’ Alta Gallura, a scendere in piazza il giorno 19 c.m. alle ore 11: per partecipare alla grande manifestazione indetta da associazioni, movimenti, sindacati e Istituzioni, per far sentire sempre piu’ forte la voce in difesa del diritto alla salute. Sara’ forse l’ultima grande adunanza cittadina, prima di imboccare la via della protesta che portera’ dritti verso le stanze del potere decisionale a Cagliari. Sara’ questa anche l’occasione per elaborare anche i tempi e le strategie di lotta insieme alla cittadinanza. Saranno presenti le Istituzioni, le varie Associazioni e anche le Classi sono state invitate a partecipare e, al fine di rendere il corteo variegato, si chiede ai fidali di partecipare indossando il giubbotto della propria Classe. chiaramente l’invito è esteso anche alle associazioni e classi dei paesi dell’alta Gallura, e non solo, che usufruiscono dell’assistenza sanitaria del Paolo Dettori. Perché se verrà chiuso, tutto il territorio sarà penalizzato .”

La presenza anche delle scuole cittadine, darà un motivo in più per evidenziare il disagio che la perdita dei servizi dell’ospedale, domani e non dopodomani, cadrà sulle spalle dei nostri giovani. I dirigenti scolastici, preventivamente informati, ne assicureranno una presenza che speriamo sia colorata, creativa e rumorosa. Sorprendete la città studenti!

Tutte le associazioni di pronto intervento, Protezione civile,del territorio vengano con addosso le loro divise e la certa determinazione che già hanno mostrato l’8 marzo.

Saranno presenti tutti i sindaci dell’alta gallura con delegazioni istituzionali e semplici cittadini, uomini, donne e bambini siano determinati e supportino questa protesta che giunga alle stanze del potere e provochi un ripensamewnto.

Questo scellerato piano di riordino sarà il colpo di grazia definitivo al diritto alla salute così come sempre abbiamo avuto. Non deve passare, non permettiamolo galluresi!

Il 19 marzo tutti in piazza Gallura alle 11,00.

Per il tuo ospedale, per la tua Salute!

Antonio Masoni

Tempio Pausania, Corteo imponente, gente determinata, un successo la seconda manifestazione a difesa del Paolo Dettori.

Tempio Pausania, 19 mar. 2016-

Folla imponente questa mattina, circa 4.000 persone. Determinazione, voglia di dissentire da scelte prossime “sventure” che potrebbero ancora di più privarci dei servizi erogati dal nostro ospedale. La risposta migliore, a chi ha pensato che in alta Gallura si era disposti ad abbassare la guardia e sottomettersi alle volontà di questa RAS, del suo assessorato alla sanità o della ASL che ormai è costretta a razionalizzare pure la propria intelligenza come sta facendo con il nostro ospedale.

Qui, in questa che era terra di conquista elettorale per qualche politico costiero, si è data anche oggi, dopo l’8 marzo con la fiaccolata delle donne, una risposta positiva per quelle che sono le nostre volontà che certo non si devono calpestare in nome di quel diabolico disegno neo liberista che sta spogliando, in ragione di una selvaggia ed incontrollata privatizzazione, pezzo per pezzo lo stato sociale, quel patrimonio di diritti acquisiti, sanciti in costituzione, tra i quali quello alla salute è alla base di una nazione civile, “com’era” quella italiana.

Stiano pur sereni a Cagliari, nelle stanze dei bottoni, o a Olbia dove si pensa cheles jeux sont faits che qui non si cede e si sarà disposti a ben altro che un pacifico corteo di migliaia di persone. Volevate la reazione dei tempiesi? Tranquilli, questo è solo l’inizio! Non ci si piegherà al volere di pochi per l’interesse di pochi altri e contro quello di migliaia di sardi, come siete voi, cari vandali di questo selvaggio repulisti dei nostri diritti.

Il Popolo del Lucchetti, nato circa due anni fa, come movimento di una sola bandiera, quella bianca di “Giù le Mani dall’ospedale di Tempio”,  ha dato prova di essere capace di riunire tutti, dagli amministratori alla scuola, dai sindacati al mondo del volontariato, dalle classi (splendide!) dai fidali di varie annate (tutte DOC) a tutti i cittadini di Tempio e dell’alta Gallura, compresi gli amici dell’associazione bianco celeste di La Maddalena (lo striscione lo hanno portato i nostri bambini più piccoli insieme ai palloncini bianchi della loro purezza). Per questo sostegno ringraziamo Aurelio!

Grazie Tempio e grazie Alessandro, Nicola, Caterina, Mario, Gian Battista e tutti gli altri nomi di questa associazione di attivisti senza bandiere appresso (tutti sempre senza la bandiera del partito che li accompagnava) che ha avuto il merito, quando in pochi intravvedevano il pericolo, di segnalare il pericolo tramite Marcello Doneddu, ex amminisitratore, anch’egli tra quelli incatenatisi simbolicamente alla prima manifestazione del Popolo dei Lucchetti, che per primo ha dato la stura alle  informazioni, allora top secret, che stavano decretando la nostra fine come ospedale.

Questo 19 marzo, anche se qualcuno predicava maggiore incisività, è stata una vera e propria prova di voler ancora esserci e, soprattutto di contare ancora per questo territorio. Le intelligenze, come spesso rimarcato, non difettano da queste parti, così come non mancano le persone che le sanno esprimere al meglio e usando l’unione, delle forze

Grazie ai Sindaci, tutti ben decisi ad andare avanti per questa strada, sino a far tornare indietro da decisioni folli che potrebbero cambiare il corso della nostra storia. Averne preso coscienza stamattina, così come l’8 marzo, è la migliore delle reazioni.

Se è vero che prima si era perso tempo, inseguendo quei canali diplomatici con politici che sono anche venuti qui a raccontare fiabe per bambini, oggi Tempio e tutto il territorio hanno detto che dovranno essere quei politici a tornare sul luogo del delitto e rivedere tutto questo scellerato riordino sanitario. Tempio non si piega, Tempio ha detto NO. 

Antonio Masoni

Il video della giornata di oggi 19 marzo.

Tempio Pausania, La lenta agonia di un ospedale gioiello. Previste azioni legali contro l’ennesimo sopruso ai danni del Paolo Dettori e della comunità.

Tempio Pausania, 23 mag. 2016-

Parto da un post letto stamattina su facebook, a firma di Alessandro Cordella, segretario cittadino del PCdI che trascrivo tal quale:

Scusate se vi taggo questo mio pensiero, se lo credete inopportuno rimuovetelo pure.
Sono appena uscito dall’Ospedale cittadino di Tempio Pausania. Ero andato per pagare dei Ticket. Avevo notato un certo via vai di personale non ospedaliero, e l’impiegata mi dice:

“Mi permetta, ho visto che lei si sta occupando della vertenza sanitaria.”

Io le dico  “..ci stiamo provando ma non è semplice signora, mi dica.”

Lei: “Questi signori stanno facendo l’inventario, forse si preparano a smobilitare ancor di più alcuni reparti.”

Io: “Signora mi dica come vanno le cose nel reparto di Otorino?

Lei: “Non diamo più appuntamenti, il reparto può effettuare solo le urgenze!”

Mi pare chiaro che Tecleme ed Arru stiano continuando il progetto di rendere superfluo l’Ospedale e i suoi servizi, ignorando volutamente le esigenze dei cittadini Galluresi. A breve, la commissione sanità dovrebbe fare una gita a Tempio per visitare l’Ospedale e rendersi conto della situazione dal vivo. Benissimo! E nel mentre noi che cosa vogliamo e siamo disposti a fare? Vogliamo continuare a tollerare tutto confidando nella buona sorte o vogliamo dire, forte, chiaro, in maniera decisa e con una sola voce a Tecleme ed Arru: Ci avete rotto il cazzo!? Ripristinate immediatamente l’operatività dei reparti che state mortificando!
Lanciamo una petizione, se possibile e praticabile facciamo un esposto alla procura della Repubblica firmato e condiviso da più cittadini possibile, dal Sindaco, tutto il consiglio comunale, segretari di partito..insomma da tutti e se fare un esposto collettivo non é possibile, facciamolo individualmente scrivendone uno e recandoci in Caserma uno alla volta. Non lasciamoci morire così! Reagiamo con determinazione!
Se qualche avvocato che legge ha dei suggerimenti da dare si faccia avanti.

Grazie! Alessandro Cordella

A questo post, che racconta non un singolo episodio ma ciò che sta avvenendo in silenzio da tempo nel nostro ospedale, ha fatto seguito un altro post sempre di Cordella che è stato pubblicato anche sulla pagina del Popolo dei Lucchetti e che vi posto sempre come pubblicato:

A seguito del mio post, sulle possibili azioni in difesa dell’Ospedale Dettori, voglio aggiornarvi: l’idea di un azione legale a difesa dell’Ospedale sta riscontrando un notevole interesse e molte disponibilità. Vi informo che abbiamo dato mandato ad uno studio legale, di valutare la possibilità di poter procedere, qualora si riscontrassero reati di natura civile o penale, ad una azione legale: o congiunta e quindi in unico esposto sottoscritto dal maggior numero di cittadini, o individualmente su un esposto valido per tutti, e che tutti i cittadini interessati dovranno singolarmente compilare, firmare e presentare nelle sedi previste.
Spero nei prossimi giorni di poter essere più preciso.

Persiste quindi lo smantellamento di alcuni reparti, figlio illegittimo dei cosiddetti tagli alla sanità pubblica di un vasto territorio che comprende quasi 50.000 abitanti (tra quelli del distretto e quelli dell’altro distretto gallurese e di alcuni centri dell’anglona afferenti di norma a Sassari). Lo scorso anno avevano fatto passare per esigenza di personale e di ferie l’accorpamento del servizio di chirurgia e di otorino, con una drastica riduzione dei posti letto e un’altrettanto ingiustificata miscellanea di competenze (come si pensa che si possa, avendo sempre lavorato in chirurgia o otorino essere efficienti se ci si deve interessare di patologie non conosciute?). Allo stato attuale, quello stato provvisorio è diventato definitivo. Ben venga dunque un’azione legale che questo blog spingerà per attivare ogni forma di comunicazione possibile tra la popolazione affinché la stessa azione diventi partecipata e numerosa.

E che Tempio Libera e Democratica la smetta di deridere le azioni intraprese finora, tacciate come ridicole, e che smuova anch’essa le cose, scordandosi delle appartenenze e della devozione verso quel partito che ora, e non ci sono altre mezze verità, sta diventando il solo responsabile dello sfacelo sanitario in alta Gallura. Oggi non ci sono bandiere che possano difenderci in RAS, né modalità diverse dall’azione legale per tutelarci. Che lo si capisca, se no meglio tacere che si fa anche una bella figura. Avete portato voi Arru a Tempio a prenderci in giro, avete portato voi a Tempio le voci aziendali a farci credere che le cose non sarebbero andate così. Il famigerato assessorato si è fatto una grassa risata dei tempiesi e sta continuando, nella assoluta apatia dei rappresentanti del PD locali e provinciali, che stanno convalidando questa sporca azione contro gli interessi della salute di un intero territorio. Il PD è diventato anche in Sardegna, tolte alcune eccezioni, il partito del neoliberismo e della privatizzazione. Vergognatevi, semmai una coscienza vi resti ancora, di questo comportamento che continua a rispondere ad interessi delle lobbies affaristiche finanziarie.

Antonio Masoni

Tempio Pausania, Esposto in Procura, si raccolgono le carte. “L’ospedale di Tempio è il nostro Diritto alla Salute”.

Tempio Pausania, 8 giu. 2016-

Scrive Alessandro Cordella, segretario cittadino del PCdI, a proposito di un possibile, quasi certo, esposto alla Procura della Repubblica per denunciare quanto sta avvenendo all’ospedale cittadino. Ecco la lettera di Cordella il quale precisa che sta impegnandosi come cittadino e non come segretaio di partito:

Buonasera a tutti. Voglio aggiornavi sull’idea di poter formulare un esposto alla procura della Repubblica in difesa dell’Ospedale cittadino di Tempio Pausania Paolo Dettori e del diritto alla salute. Gli avvocati stanno studiando attentamente le carte finora raccolte. Se tra i cittadini galluresi ci fosse chi ha subito danni e/o disservizi causati dalla critica situazione dell’Ospedale, si faccia avanti. Abbiamo necessità, per essere incisivi, di tutta la documentazione possibile. I cittadini interessati possono contattare direttamente i membri del Comitato Cittadino “Il Popolo dei Lucchetti” attraverso Facebook, o in alternativa il blog “Galluranews”. A breve diffonderemo anche un numero telefonico a cui rivolgersi per segnalare i disservizi.

Su indicazione dei legali che gratuitamente, per amore verso i propri concittadini e verso il proprio territorio, si sono messi all’opera, attenderemo un paio di settimane per dar modo ai cittadini di poter segnalare e documentare i disservizi nei quali sono incorsi. Al termine di questa fase, ci attiveremo per la raccolta delle firme e delle necessarie deleghe che accompagneranno l’esposto alla Procura della Repubblica.
Cercheremo nei prossimi giorni di rendere pubblica l’iniziativa anche sui quotidiani Regionali. Nel mentre, vi prego di dare massima diffusione a questo appello. Ci aggiorniamo presto! Coraggio Gallura”.

Alessandro Cordella.

Come ha indicato Alessandro Cordella, il blog riceverà, unitamente all’organizzazione non politica Il Popolo dei Lucchetti, le vostre segnalazioni attinenti a disservizi causati dalle deficenze del nostro ospedale, intese come mancata assistenza per impossibilità dei sanitari, mancata assistenza per carenze di personale sanitario, assenza di presidi per mancati approvigionamenti della ASL, spostamenti ad Olbia per esami eseguibili a Tempiorinvii a date improponibili per esami clinici, eccetera. Si dovrà fornire nome e cognome degli interessati, la causa del disservizio patito e tutto ciò che è causa diretta delle privazioni a cui da tempo è stato sottoposto il nostro ospedale.

Le segnalazioni verranno raccolte e stampate e saranno documenti da allegare all’esposto previsto. Seguirà, come indicato da Cordella, la raccolta di firme e delle deleghe che verranno anch’esse aggiunte alla denuncia in Procura. Attivatevi e segnalate. Il nostro ospedale va difeso ad ogni costo.

Coraggio, non tiratevi indietro. Il Paolo Dettori non si tocca.

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